NASCITA DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

In periodo fascista venne cambiata la tradizionale denominazione di “pompieri” in quella più aggiornata di “vigili del fuoco”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale le vecchie idealità di creazioni di una capillare rete di Corpi di Vigili del Fuoco Volontari in tutto il Trentino non tardò a riemergere.

Negli anni 50 e successivi sarà prima la Regione e poi la Provincia Autonoma di Trento a far si che le istituzioni dei Vigili del Fuoco Volontari riprendano il loro ruolo simbolico e storico nell’ambito delle prerogative autonomistiche. Su sollecito di un comitato costituito dai Comandanti dei Corpi dei Vigili del Fuoco di Belluno, Trento e Bolzano inviato a Roma il 15 ottobre 1945 si era cercato di ricostruire la formazione dei Corpi Pompieri fondata su basi volontaristiche come era in vigore prima dell’istituzione del Corpo Nazionale.

Ed in effetti già nel 1946 nella Regione Trentino-Alto Adige erano stati ricostruiti i Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari Comunali.

Nel 1950 facevano parte della squadra dei Vigili del Fuoco di Pelugo: Chiodega Guido Vice Brigadiere - Chiodega Silvio - Campidelli Leone - Ferrari Giovanni

Sempre quell’anno presso il magazzino erano disponibili: un carro con pompa completo a mano, n. 3 lance nuove, n. 2 lance vecchie, 60 ml di tubo antincendi, n. 2 chiavi per idranti e n.2 scale piccole per pompieri.

Nel 1955 verrà definitivamente sciolto l’85° e di conseguenza verrà ricostruito, come successo naturalmente in tutto il resto del Trentino, il Corpo dei Vigili del Fuoco di Pelugo. Venne utilizzato il “Regolamento tipo” dei Corpi volontari dei Vigili del Fuoco, stilato dalla provincia di Trento e spedito a tutti i Comuni dotati di Corpi Pompieri.

Vigili del Fuoco Volontari di Pelugo

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