LA PRIMA POMPA DEL PAESE

Nel 1885 in una sessione comunale, all’invito di acquistare attrezzatura per lo spegnimento degli incendi, il Comune affermò che era già in possesso di tali attrezzi e che comunque, avendo la Molinera (un canale d’acqua che percorre tutto il paese) ci si sentiva sufficientemente al sicuro. La cosa fu poi rimarcata nel giugno del 1895, quando il Comune fece conoscere alla Giunta Provinciale che era sufficientemente attrezzato contro il pericolo d’incendi, in quanto oltre alla Guardia Notturna, possedeva “una roggia che percorre il paese, la quale può essere riversata in ogni posizione più pericolosa del paese, che il paese è suddiviso in tre quartieri o cantoni, con sufficiente spazio di orti nel loro intermedio che anche questa favorevole posizione aiuta allo scopo che sarà molto difficile che il fuoco eventualmente appiccato possa estendersi a tutto il paese. […] Anche i contadini abitanti sono zelanti e laboriosi in caso di appiccato incendio atti a maneggiare ramponi ed una quantità di secchie di legno, che il Comune possiede, ed all’estreme caso si riserva di provvedere n.20 secchie di tela. Ed il comune non intende per ora di avere altri bisogni di incontrar spese a tale scopo essendo il Comune molto povero, e venendo obbligato a ulteriori proviste sarebbe costretto chiedere dalla Provincia una elargizione.” Arrivò, però, un decreto della Giunta che imponeva l’acquisto di nuovi attrezzi per l’estinzione degli incendi, fra i quali anche una pompa idraulica. Il Comune ribadì che quello che poteva fare al momento era incaricare “il Capo Comune a fare ordinazione di n. 20 secchie di tela e n. 3 arpioni che aggiunti agli altri che il Comune possiede credono bastevoli pelrlo spegnimento di qualunque infortunio in linea d’incendi.”

Il Capitanato, esigeva però che il Comune acquistasse una pompa idraulica. Già a partire dal 1895 cominciarono le richieste, alle quali però il Comune non volle accondiscendere . “tenuto in vista dell’assoluta impotenza a incontrare tale notabile spesa che arreca peso e sconcerto alle finanze di questo Comune, come anche che per ora, nessuni comuni si scorgono avere ammanito un tale requisito per l’estinzione d’un eventuale incendio.” Ma dietro l’insistenza del Capitanato, il Comune deliberò “quando si avreà conseguito i mezzi pecuniari di poter pagare la spesa di costo, si offre di incontrare una tal provvista ed ordinarla dietro ordine dei superiori; ma per ora gioco forza dover abbandonare tale pensiero essendo il Comune immerso in un cubo di debiti per pagare i quali si deve molto pensare e sospirare.”

Ma la cosa prese un’altra piega, quando il Capitanato “visto che il Comune si rifiuta di acquistare una adattata pompa con rispettivi tubi di almeno 60 metri correnti, ripetutamente ordinata dalla prefata Giunta in base all’articolo 16 della legge 29 1893 D.L.Pr. 21” scrisse che “a spese del Comune ha già ordinato la prescritta pompa”. Per pagarla, divenne necessario per il Comune, già notevolmente povero, attendere di ricevere un grosso mutuo dell’importo totale di 10.000 fiorini, ottenuto per metà dal Comune di Bersone e per l’altra metà dal quello di Daone.

Al pagamento della pompa e degli accessori, collaborò anche la Giunta Provinciale del Tirolo con un sussidio di 100 fiorini, che però, vennero spediti direttamente alla ditta solo il 26 gennaio 1899, quando il Comune aveva già saldato i suoi debiti.

 

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